Lacio Drom
Rumore di Fondo - E08S03
Rumore di Fondo E08S03 - Lacio Drom
🗓️ Aprile (植月), il mese dei fiori della deutzia
🎬 Sleeping Dog
#music #culture #social
//.intro
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//.signorina37
digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile
E08S03:
buon viaggio
Lacio Drom
retroplaylist Litfiba + bonus track
👉🏻 buon viaggio
Ti porterò nei posti dove c'è del buon vino
E festa festa fino a mattina
Sirena con due occhi grandi come la fame
Balla balla e poi lasciami qui
✈️ LACIO DROM
Autunno 1995, momento storico per l’era dei videogiochi con il lancio della PlayStation di Sony in Europa1. Viene fondata eBay2 e OJ Simpson viene assolto dall’accusa di omicidio3.
La musica è scevra dai vari trapper e pestatasti, c’è fermento per un’epoca che si dondola tra il rock, il pop e le influenze elettroniche che fanno sognare il sabato pomeriggio, allo Space4.
Anche l’Italia si trasforma: è finita la prima Repubblica, Tangentopoli è ancora fresca, il Cavaliere è al potere e la Lega Nord muove i primi passi nella politica mainstream.
La scuola è un subbuglio: se sono finite le rivolte dei sessantottini, quelle dei settantacinquini e le bombe non fanno più (troppa) paura, ci sono un proliferare di nuovi sbocchi.
Tutto il contrario dell’America, dove studiavo, in cui la meraviglia del “always open” and “bigger is better” ti faceva dimenticare il Deanna5 la domenica. Imparare, studiare insieme a mates di tutto il mondo era, ed è normale. Oggi.
Il significato nascosto dietro “Lacio Drom”
“Lacio Drom” in lingua romani6 significa “buon viaggio”. È un augurio antico, che porta con sé l’eco delle carovane, delle storie sussurrate attorno al fuoco, del continuo muoversi tra i confini, spesso più mentali che geografici. Eppure, in Italia, questo saluto ha assunto anche un altro significato, più amaro, più storto: Lacio Drom è stato il nome dato a classi speciali, istituite in diverse scuole italiane a partire dagli anni ’90, pensate “per favorire l’integrazione scolastica dei minori rom e sinti”.
La realtà era ben diversa. Erano classi ghetto7.
Separate, marginali, spesso senza continuità didattica né progettualità reale. Una scuola parallela dentro alla scuola pubblica, costruita su una paura antica e mai guarita: quella del diverso, dell’imprevedibile, dello zingaro. Così, bambini di cinque o sei anni venivano separati dai loro coetanei italiani, inseriti in classi speciali dove spesso non si insegnava nulla, o quasi, e dove il futuro era già segnato prima ancora di iniziare.
La Commissione Diritti Umani del Senato ha definito queste pratiche come discriminazione istituzionalizzata 8. E nel 2010, l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) denunciava apertamente9 la violazione del principio di uguaglianza scolastica, in contrasto con la Costituzione e con le direttive europee sull’educazione inclusiva.
Ma come ci siamo arrivati?
L’Italia ha una lunga storia di presenza rom e sinti. Alcuni gruppi sono stanziali da oltre un secolo, altri sono arrivati in tempi più recenti - soprattutto dopo la caduta del blocco sovietico. Eppure, nella percezione collettiva, sono rimasti “gli zingari”: nomadi, furbi, sporchi, pericolosi. Stereotipi duri a morire, alimentati da media, politica, e dalla mancanza di reali occasioni di incontro.
E poi arriva il cinismo pop, che dice tutto in una sola rima. Nella canzone “Vorrei ma non posto”, Fedez canta:
“Salvini sul suo blog ha scritto un post
Dice che se il mattino ha l'oro in bocca si tratta di un Rom”
Un verso fulminante che rivela il fondo del pregiudizio: il ROM che ruba, che toglie, che approfitta. Un modo di pensare che sembra ironico, ma che svela la verità amara della narrazione collettiva.
Le “classi Lacio Drom” non sono un errore tecnico: sono il riflesso di una paura sociale profonda, che ha preferito costruire muri dentro le aule invece che ponti. E oggi, a distanza di decenni, paghiamo ancora il prezzo di quelle scelte.
Il cattivo non ha colore
Quando si parla di criminalità, spesso, si usa un linguaggio che riduce le persone a categorie monolitiche. Il cattivo non ha più una faccia, ma un'etichetta: “zingaro”, “straniero”, “diverso”. La realtà, invece, è molto più complessa, e come sempre, i pregiudizi si annidano nei luoghi più insospettabili. Quello che ci viene presentato come “diverso” spesso è solo il riflesso distorto di una società che ha paura di ciò che non conosce, e ancora più spesso, è la società stessa a produrre e alimentare la discriminazione.
Nel caso dei rom e dei sinti, il “cattivo” ha una storia ben definita, fatta di stereotipi e etichette che si sono cristallizzate nel tempo. La figura dello “zingaro” viene spesso associata al crimine, alla mendicità, al raggiro. Un’idea radicata, che non lascia spazio alla complessità delle persone e delle storie reali. Ma, come accade spesso nella storia, questi stereotipi non sono altro che un meccanismo di difesa contro ciò che è percepito come minaccia.
Ma se il "cattivo" ha davvero un volto, dov'è?
Il male, lo sappiamo, non ha colore, e non si limita ai margini della società. Anzi, spesso si annida nei luoghi più insospettabili, nel cuore del potere, nei salotti benestanti. Pensiamo ai fratelli Menendez10, accusati di aver commesso un crimine orrendo in un ambiente di lusso, avendo tutto a disposizione eppure schiacciati da una tensione e da un malessere che li ha portati a compiere l'irreparabile.
Ma possiamo restare più vicini a casa, senza guardare troppo lontano. La criminalità è un fenomeno sociale che si annida in tutti gli strati della società, nei quartieri alti come in quelli più disagiati. Ogni giorno, le notizie ci parlano di crimini commessi da persone che non hanno il volto “esotico” che ci aspetteremmo, ma piuttosto quello delle persone che vediamo ogni giorno in ufficio, sui mezzi pubblici, nei nostri stessi quartieri. Il “cattivo” si nasconde ovunque, ma per qualcuno è più facile cercarlo altrove, più lontano, in chi sembra diverso.
E la verità più amara è che questo tipo di categorizzazione ha avuto un effetto devastante sulla nostra società. La ghettizzazione dei rom e dei sinti, il metterli da parte, ha creato una frattura sociale che non è mai stata sanata. La percezione che i rom siano tutti “delinquenti” è stata alimentata dai media, dalla politica e da una cultura che ha scelto di ignorare la realtà più complessa, fatta di povertà, esclusione e sofferenza.
Abbiamo preferito costruire muri invece di ponti. E così, mentre ci raccontiamo che “loro” sono diversi, ci dimentichiamo che il vero problema è proprio l’incapacità di vedere il noi nell'altro, di riconoscere che siamo tutti uguali, che, come diceva Martin Luther King, siamo tutti “fratelli e sorelle”, che il crimine è una realtà che non ha confini e che ogni cultura, ogni classe sociale, ogni colore della pelle è capace di produrre il proprio "cattivo".
La ferita sociale resta aperta e non bastano Suburra e Romanzo Criminale a mitigare il dolore.
Un augurio, un viaggio
In lingua sinti “Lacio Drom” nasconde una profondità immensa: augurare a qualcuno un buon viaggio è un atto di speranza e di fiducia, un riconoscimento che il cammino di ognuno ha valore, e che, nonostante le difficoltà e le separazioni, siamo tutti sulla stessa strada. È un invito a non fermarsi, a non arrendersi di fronte alle difficoltà, ma a proseguire con coraggio, con consapevolezza, e con la certezza che la vita va vissuta appieno.
E qui come non citare uno dei gruppi con i quali sono cresciuta? Litfiba11.
Piero e Ghigo parlano di un viaggio: quello della vita12, che va vissuto in modo autentico, senza paura, senza cedere alle convenzioni, e senza lasciare che i pregiudizi e le divisioni ci separino. Un viaggio che ci insegna a guardare oltre il superficiale, a vedere l’umanità nell’altro, senza restare prigionieri dei nostri stessi stereotipi. La vita, come la canzone, è un’avventura, e ogni passo che facciamo è una possibilità per crescere, imparare, e cambiare il mondo che ci circonda.
Non esistono persone più o meno degne di vivere, amare, e costruire il proprio futuro. Non esistono “zingari” da discriminare, e non esistono “buoni” o “cattivi” in base alla provenienza o alla cultura. L’unico criterio che dovrebbe guidarci è quello della dignità umana, un valore universale che va oltre ogni etichetta.
Oggi è la giornata internazionale del popolo rom13.
Quindi buon viaggio a tutti, Lacio Drom!
🎼 RETROPLAYLIST LITFIBA (SPOTIFY)
Lacio Drom, live 1999
El Diablo
Diavolo illuso, live
Regina di cuori, live
Maudit
Apapaia
Cangaceiro, live
Paname, live
Paname, nuova versione
Eroi nel vento
Tex, live
Il mio corpo che cambia
bonus track: Afterhours feat. Piero Pelù - Male di miele + versione live
certi momenti non si dimenticano 😶 https://en.wikipedia.org/wiki/PlayStation
prima di Amazon, c’erano solo i calcoli per le spese postali da tutto il mondo: https://en.wikipedia.org/wiki/EBay
la storia di OJ è controversa e, a tratti, ancora piena di ombre: https://en.wikipedia.org/wiki/O._J._Simpson
mondi paralleli: https://it.wikipedia.org/wiki/Space_Electronic
in quegli anni era obbligatorio un caffé al Deanna https://www.055firenze.it/art/135651/Deanna-riaperto-battenti-folla-allinaugurazione-FOTO o una cioccolata da Rivoire (si legge RIVOIRE, non REVUAR / RIVUAR, non è francese) https://rivoire.it/ e poi il pomeriggio tra le vetrine di Via Martelli e (il fu) Calamai.
romani, anche detta romanichal (branca UK: https://en.wikipedia.org/wiki/Romanichal - chi ha visto la serie “Il mio grosso grasso matrimonio gipsy” è avvantaggiato): https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_roman%C3%AD
ci sono ampie testimonianze, reportage e articoli da esplorare, ne ho raccolte alcune:
- https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/scritto_e_parlato/lacio-drom.html
- https://www.ucri.eu/2021/12/20/le-classi-lacio-drom/
- https://storie-nella-storia.it/archivio-storico-lacio-drom/
- https://it.gariwo.net/libri-and-co/libri/genocidio-rom-e-sinti/lacio-drom-storia-delle-classi-speciali-per-zingari-rom-e-sinti-a-scuola-19651982-27647.html
- https://www.ultimavoce.it/scuola-e-discriminazione-razziale-un-rapporto-che-passa-per-le-classi-lacio-drom/
la serie TV lasciatela perdere, è fin troppo romanzata: https://en.wikipedia.org/wiki/Lyle_and_Erik_Menendez
OH MAMMA MIA EL DIAAAABLOOOOOO https://it.wikipedia.org/wiki/Litfiba
il primo che si azzarda a nominare Damiano dei Maneskin e i Maneskin per assonanza con “Il ballo della vita” sarà perseguitato da 7 giorni di sfiga maxima!



Questa non la sapevo. Sono sconvolto e non sto scherzando. 😑
Io, mi sono emozionato su questo post.
Meglio dirtelo. Dettato dal carplay della. Nuova Grande Panda. Pure lei tiene tre cilindri.