Phreak that #2 - ethics
Rumore di Fondo - E02S03
Rumore di Fondo E02S03 - Phreak that #2 - ethics
🗓️ Gennaio (睦月), il mese degli affetti
🎵 La Bomba con Luciana e Vic
#phreak #hackers #geek #phackera
//.intro
"Rumore di Fondo" è una pubblicazione altamente aperiodica, indipendente e senza alcuno scopo di lucro
//.signorina37
digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile
E02S03:
Phreak that #2 - ethics
phreakkettoni
bonus: ASMR per nerd
💻 Phreak that #2 - ethics
“I don't believe that any system is totally secure.”
Facciamo un passo indietro: prima dell’hacking, come lo conosciamo, gli smanettoni esprimono il loro ingegno e la loro curiosità attraverso il phreaking.
Che altro non è che lo studio e la manipolazione dei sistemi telefonici, spesso per aggirare i costi delle chiamate, ma anche per esplorare le infrastrutture delle telecomunicazioni.
Come dappertutto, pure in Italia le telefonate erano costose, la teleselezione1 di SIP2 aveva permesso di essere connessi con tutte le regioni, ma che bollette!
E pure con una BBS, il modo migliore per stare connessi per più tempo era collegarsi dopo le 18:00.
Anche il phreaking ha la sua etica
È curioso, davvero, e può sembrare un controsenso: nonostante l’illegalità di molte pratiche, anche i phreaker si sono sempre considerati come esploratori, animati da una curiosità intellettuale e da un desiderio di condivisione.
il sogno di un accesso senza limiti: le reti telefoniche, secondo la filosofia phreaker, devono essere accessibili a tutti. È anche una critica (poco) implicita ai modelli aziendali delle compagnie telefoniche, percepite come monopolistiche e ingiuste
la conoscenza è il potere: comprendere i sistemi telefonici è l’obiettivo primario, studiare le infrastrutture e condividere le scoperte con tutta la community - è anche il momento in cui nascono e fioriscono riviste underground, tra tutte 2600: The Hacker Quarterly3
Whistle, my Captain!
Il mito di tutti noi era John “Captain Crunch” Draper, adesso ottuagenario, che ha fatto della democratizzare all’accesso alle telecomunicazioni la sua bandiera; lui combatteva per tariffe eque, alla portata di tutti.
Quello che catapultò Captain Crunch nell’olimpo dei phreaker fu un fischietto. Un banalissimo fischietto trovato nella scatola dei cereali. Questo fischietto era in grado di emettere un tono a 2600 Hz, necessario per attivare la modalità operatore (operator mode): una funzionalità dei vecchi sistemi telefonici analogici, in particolare quelli gestiti dalla Bell System negli Stati Uniti, che permetteva agli operatori telefonici di controllare e gestire le chiamate a un livello più profondo rispetto agli utenti normali.
Questo tono era utilizzato per indicare che una linea era libera o per segnalare la fine di una chiamata. Quando questo tono veniva inviato su una linea trunk (le linee che collegavano le varie centrali telefoniche), il sistema interpretava il segnale come se la linea fosse stata “liberata” e passava in modalità operatore.
Una volta in modalità operatore, il phreaker poteva “parlare” direttamente con il sistema di commutazione telefonica, inviando comandi sotto forma di toni DTMF4 (Dual-Tone Multi-Frequency, quelli che senti quando premi i tasti del telefono, per capirci) per instradare chiamate, accedere a linee speciali o bypassare i normali meccanismi di fatturazione (già, perché le chiamate hanno un costo!).
E se le chiamate costano, la modalità operatore permetteva di effettuare interurbane o internazionali senza pagare.
Quello che, in sostanza, faceva Ramon nel film Hackers5 per chiamare senza spendere un centesimo.
Ma perché era possibile?
Cominciamo con il dire che le chiamate, al tempo, erano gestite e smistate da un operatore umano che non aveva bisogno di sentire suoni robotici (a proposito di Terminator - tanto lo so che avete visto nella testa la scena in cui la bionda “parla” il modemese - guardate qui: https://scifi.stackexchange.com/questions/94828/how-do-terminators-speak). A loro bastava che il cliente dichiarasse la località, il distretto ed il numero con il quale mettersi in contatto; tuttavia, con l'avvento della commutazione automatica, questi sistemi divennero vulnerabili a chiunque capisse come "parlare" il loro linguaggio (phantom operators).
Il phreaker chiama un numero gratuito, come quelli degli operatori o dei servizi di assistenza; mentre la chiamata è attiva, invia il tono a 2600 Hz (con il fischietto in principio, con il blue box dopo) per far credere al sistema che la linea sia libera.
A questo punto il sistema entra in modalità operatore e il phreaker può inviare i toni DTMF per re-routare la chiamata verso la destinazione desiderata, spesso all'altro capo del mondo, senza che il sistema registrasse il costo della chiamata.
Il blue box, protagonista indiscusso, è un dispositivo che generava toni a frequenze specifiche (il tono a 2600 Hz) per ingannare i sistemi di commutazione telefonica e ottenere il controllo delle linee. Questo permetteva loro di "parlare" direttamente con i trunk lines, bypassando i normali meccanismi di fatturazione.
Vi prego di prendervi un pochino di tempo per guardare questa meraviglia: il racconto della sua storia, del fischietto e del phreaking come principio di trasformazione del mondo digitale.
Siete tutti cattivi!
No.
Anzi, ni.
Dalla curiosità arrivano sempre cose belle - vedi Steve Wozniak, co-fondatore di Apple, iniziò proprio come phreaker e venditore di blue box - ma il rovescio della medaglia non può essere nascosto. La cosa è più complessa, dipende dal punto di vista e dal contesto in cui si guarda l’attività: non eravamo necessariamente "cattivi", ma piuttosto ribelli tecnologici con motivazioni e obiettivi vari.
Dal punto di vista legale molte delle attività dei phreaker erano illegali. Dal rubare servizi telefonici al manipolare le reti era (ed è) un reato. Per le aziende telefoniche eravamo tutti criminali.
Dal punto di vista etico.. beh, dipende. Alcuni “facevano cose” per puro divertimento o per sfidare il sistema, senza voler causare danni. Altri, però, utilizzavano le loro capacità per scopi ben più discutibili (frodi o intrusioni dannose). Utilizzare il phreaking come mezzo per il social engineering è stata una delle tattiche del Condor6, non dimentichiamolo.
Dal punto di vista culturale, ecco, i phreaker sono i pionieri della cultura hacker, come dicevo all’inizio: hanno contribuito a sviluppare un ethos di condivisione della conoscenza e di sfida alle autorità, che ha influenzato la successiva generazione di hacker e innovatori tecnologici - hacker, quelli veri, non quelli con la felpa della Vans e la catena d’oro al collo (finta peraltro) che strusano sul cellulare attivando il timestamp dei messaggi pensando di essere fichi.
つづく
🎥 Phreakkettoni - the Movies
Al posto della retroplaylist (per Gennaio abbiamo dato), voglio lasciarvi qualcosa con cui passare le serate piovose e fredde del primo mese dell’anno:
The Secret History of Hacking, 2001
Un documentario che esplora le origini della cultura hacker, con un focus sui phreaker degli anni '70 e '80 - qui o su Prime.Hackers Wanted, 2009
Documentario che racconta la storia dell'hacking, partendo dai phreaker fino agli hacker moderni - qui la Director’s Cut.WarGames, 1983
Se non lo avete visto, rimediate! Si trova su Netflix, Prime e nella videoteca di casa 😎
📚 Phreakkettoni - the Books
Le basi della cultura, di quello che era l’internet di un tempo, della manipolazione dei sistemi e del perché noi siamo quella generazione che ancora vi tiene per le palle.
Anarchist Cookbook, 1971
Non è esattamente dedicato al phreaking, tuttavia contiene diverse sezioni su come manipolare i sistemi telefonici. Un classico dell'underground, fortemente controverso e con informazioni potenzialmente pericolose - utilizzo didattico only. No link, don’t ask.The Phone Book di The Phone Phreak
Una deliziosa raccolta di tecniche e istruzioni per il phreaking, inclusa la costruzione di blue box e l'uso di toni per ingannare i sistemi telefonici - retrospettiva storica ricca di fascino e romanticismo digitale. No link, don’t ask.2600: The Hacker Quarterly
Fondata nel 1984, con sezioni e rubriche di puro godimento culturale - qualcosa si leggibile for free sul sito ufficiale 2600.comBlue Box Manuals
Esistono vari manuali vintage che spiegano come costruire e utilizzare un blue box; anche qui la lettura è puramente didattica su textfiles.com o archive.org, ma anche su YouTube (phreaking demonstration o blue box phreaking).
🎼 bonus: ASMR per nerd
/eof
La Teleselezione, per risparmiare sulle chiamate: https://it.wikipedia.org/wiki/Teleselezione e qui un articolo celebrativo: https://www.ilsole24ore.com/art/da-quel-giorno-l-italia-chiamo-telefono-31-ottobre-1970-l-avvio-teleselezione-ADyVhSz
C’è chi ancora la chiama SIP: https://it.wikipedia.org/wiki/SIP_(azienda)
2600: The Hacker Quarterly: https://en.wikipedia.org/wiki/2600:_The_Hacker_Quarterly
i toni DTMF: https://en.wikipedia.org/wiki/DTMF
se non lo avete visto, guardatelo =)
un backstage del lavoro di Kevin Mitnick: https://www.mitnicksecurity.com/in-the-news/on-access-and-very-pissed-federal-agents.-the-most-famous-hacker-in-the-world-reveals-the-backstage-of-his-work



