Il Dr. Grok e l'ambulatorio digitale
L'economia dei dati sanitari nell'era delle AI
Rumore di Fondo E02S04 - Il Dr. Grok e l’ambulatorio digitale
🗓️ Febbraio ( 如月 - il mese degli abiti a strati)
🎧 Paranoid Android – Radiohead
#salute #privacy #datisanitari
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//.signorina37
digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile
E02S04:
Il Dr. Grok e l’ambulatorio digitale
la retroplaylist di Febbraio
Il Dr. Grok e l’ambulatorio digitale
I dati sanitari non sono “dati”: sono potere strutturale. Potere immenso.
Ci avete mai pensato? Un dato sanitario, un singolo dato, come se vete avuto la quinta malattia o la gotta giovanile, oggi è quasi una radiografia del nostro futuro probabilistico.
Il dato personale contiene la parte anagrafica, il dato fiscale contiene quella economica, il dato sanitario contiene una storia medica che a volte ci scordiamo: malattie pregresse, predisposizioni genetiche (includendo anche la storia familiare), fragilità psicologiche, terapie in corso, dipendenze, fertilità, disturbi cronici.
In Europa sono considerati “categorie particolari di dati” proprio perché possono generare discriminazione sistemica.
Bene, adesso immaginiamo uno scenario realistico, non distopico - che magari non accade domani, ma mettetelo nel mazzo delle possibilità.
Un algoritmo di screening per una posizione dirigenziale incrocia:
produttività storica
assenze
pattern comportamentali
e, in modo non dichiarato, una previsione sanitaria
Se emerge una probabilità elevata di una malattia cronica nei prossimi cinque anni, quell’algoritmo potrebbe decidere che sei un investimento meno “stabile”.
Non è cattiveria, l’algoritmo non prova sentimenti verso di te. È una banale ottimizzazione.
Nel film Gattaca1, il DNA diventa criterio di selezione sociale.
In Inception2, la fragilità psicologica del CEO è il punto d’ingresso per destabilizzare un impero industriale.
La salute diventa leva di controllo.
Sia chiaro: la fantascienza non anticipa il futuro: lo rende leggibile prima che accada, quindi non siamo così distanti - potete smettere di fare quel sorrisino.
Se i tuoi dati sanitari circolano in ambienti opachi, diventano una superficie di attacco economica e reputazionale, ma il problema non è il singolo abuso. È la normalizzazione dell’accesso, e l’uso indiscriminato.
Affidare dati sanitari a un’AI generalista è un salto epistemologico
Solo a pronunciarlo, “epistemologico”, mi si incarta la lingua, ma non ho trovato una parola che esprimesse esattamente il concetto: un chatbot generativo non è progettato una validazione clinica. E nemmeno per assumersi responsabilità professionale o per gestire un rischio medico.
È progettato per generare testo plausibile - plausibile.
La plausibilità non è verità.
E la fluidità non è accuratezza clinica.
Un modello linguistico funziona per correlazioni statistiche su enoooormi quantità di dati testuali. Non capisce la tua analisi del sangue, associa un risultato a quello che trova nei milioni di testi che ha digerito. Non integra una anamnesi reale e non si assume responsabilità di quello che arriverà dopo.
E soprattutto: non ha obblighi deontologici.
Il medico, uno in carne ed ossa, è vincolato dalla responsabilità civile, dalla responsabilità penale, dal codice deontologico, ha un’assicurazione professionale e una formazione continua.
L’AI no.
Vorrei soffermarmi ancora su un particolare: il rischio non è solo l’errore ma l’illusione di autorevolezza che l’AI ci presenta.
Come?
Prendete le vostre ultime analisi del sangue, quelle con con il colesterolo a mille; fate una foto e caricatele su Grok. Il Dottor Grok vi risponderà, per un secondo parere, in modo articolato e sicuro, magari anche amichevole. Avrà comparato i livelli di globuli rossi con quelli standard dei manuali e vi dirà in tono simpatico che serve mangiare più carne rossa e più spinaci. Il nostro cervello attribuisce competenza al Dottor Grok, è un bias cognitivo documentato: l’effetto autorità applicato al linguaggio fluente.
Ma se quella risposta è sbagliata, chi paga?
La “second opinion” non è un prompt
Elon Musk fa credere che Grok possa fornire una seconda opinione. Medica. Da Grok.
Ripeto: seconda opinione medica da Grok.
La seconda opinione medica è una pratica clinica precisa.
È composta da una serie di necessarie tessere: un altro professionista (umano) qualificato, un accesso completo alla documentazione, un dialogo fatto di domande e risposte, un esame diretto sulla persona, l’assunzione di responsabilità per ogni parola detta dal medico vero.
Non si tratta di caricare un PDF e ricevere un riassunto rassicurante!
Negli anni Novanta si cercava su Google, cacchio, era già problematico allora, ma almeno il motore di ricerca non pretendeva di essere un medico.
Cercavi “mal di pancia” perché avevi mangiato fagioli e, al decimo link, chiamavi le pompe funebri perché pensavi di avere una brutta malattia!
Oggi il rischio è più sottile: il sistema non ti dà un link da leggere, ti dà conclusioni. E una conclusione sbagliata in ambito sanitario può avere tre effetti devastanti:
rassicurarti quando non dovresti
spaventarti quando non serve
spingerti a modificare una terapia senza supervisione
La medicina delle AI come arte probabilistica sotto incertezza.
Mi è uscita talmente bene che potrebbe essere il titolo di un libro di stupidaggini robotiche
Perché NO è la risposta giusta
In Europa un dispositivo medico deve superare:
valutazioni cliniche
certificazioni
audit
tracciabilità del rischio
un sacco di altre cose che solo a leggere le fasi di test della mia pompa di insulina mi è venuto il mal di testa!
Se un servizio viene promosso esplicitamente come strumento per ottenere una seconda opinione medica, entra in quel perimetro.
Qui non si parla più di una questione ideologica, è pura coerenza normativa.
Salireste su una macchina che non è stata collaudata? Magari costruita nel garage di Gigi lo Zozzone che in meccanica aveva l’insufficienza perenne?
Allo stesso modo, se accettiamo che un’azienda possa promuovere funzionalità mediche senza rispettare gli standard previsti per chi produce un semplice test diagnostico, stiamo introducendo un doppio binario:
regole stringenti per chi produce strumenti tradizionali
deregulation di fatto per chi produce software “intelligente”
Si crea un precedente.
E i precedenti, in diritto, contano più dei post virali.
Sputare un sonoro NO in faccia a Musk è la risposta giusta, e non devo spiegarvi nemmeno il perché. Ok, magari diciamo le prime cose che mi vengono in mente: per la tutela la salute, per la tutela la dignità, per la tutela la democrazia regolatoria e pure per la tutela della sanità mentale!
L’AI può aiutare la medicina.
Sì. Può, e lo sta già facendo in contesti regolati e certificati.
🎼 RETROPLAYLIST DI FEBBRAIO (SPOTIFY)
New Order – Blue Monday
Pet Shop Boys – West End girls
Frankie Goes to Hollywood – Relax
A Flock of Seagulls – I ran (So far away)
Talk Talk – It’s my life
Yazoo – Don’t go
Baltimora – Tarzan boy
Sabrina – Boys (Summertime Love)
Ryan Paris – Dolce Vita
Modern Talking – Cheri Cheri Lady
Erasure – A little respect
Technotronic – Pump up the jam
There is little value in a record of memory if no one is around to read it.
Se ti va di continuare la conversazione, mi trovi qui: Web | LinkedIn | Bluesky | Mastodon | X | podcast (ci sto lavorando!)
se non lo avete mai visto, rimediate; è una storia d’amore dentro un sogno verso le stelle
Ken Watanabe SPETTACOLARE!


